Cos’è la gengivite e come si manifesta
La gengivite è un’infiammazione delle gengive causata principalmente dall’accumulo di placca batterica lungo il margine gengivale. È la forma più comune e precoce di malattia parodontale e, se trattata tempestivamente, è completamente reversibile. Se trascurata, tuttavia, può evolvere in parodontite, una condizione più grave che coinvolge l’osso di sostegno dei denti e può portare alla loro perdita.
I sintomi più caratteristici della gengivite sono le gengive arrossate e gonfie (il tessuto sano è rosa pallido e aderente), il sanguinamento durante lo spazzolamento o l’uso del filo interdentale, una sensazione di tensione o fastidio gengivale, l’alitosi persistente e, nei casi più avanzati, un leggero ritiro del margine gengivale che scopre una porzione di radice dentale.
È importante sottolineare che la gengivite può essere presente anche in forma asintomatica, senza dolore evidente. Per questo motivo le visite di controllo periodiche sono fondamentali per una diagnosi precoce.
Le cause principali: placca, tartaro, fumo e farmaci
Placca batterica
La placca è una pellicola invisibile composta da batteri, residui alimentari e saliva che si deposita costantemente sulla superficie dei denti. Se non viene rimossa quotidianamente con spazzolino e filo interdentale, i batteri in essa contenuti rilasciano tossine che irritano il tessuto gengivale, innescando la risposta infiammatoria.
Tartaro
La placca non rimossa si mineralizza nell’arco di 24-72 ore, trasformandosi in tartaro. Il tartaro è una concrezione dura e rugosa che aderisce ai denti sopra e sotto il margine gengivale e che non può essere eliminata con lo spazzolino: è necessario un intervento professionale di detartrasi (scaling).
Fumo di sigaretta
Il fumo è uno dei fattori di rischio più significativi per la gengivite e la parodontite. La nicotina riduce l’apporto di sangue alle gengive, compromettendo la capacità dei tessuti di combattere l’infezione e di guarire. I fumatori, inoltre, sviluppano più tartaro e rispondono meno ai trattamenti parodontali.
Farmaci e condizioni sistemiche
Alcuni farmaci (come anticonvulsivanti, calcio-antagonisti e immunosoppressori) possono causare un ingrossamento anomalo delle gengive (iperplasia gengivale). Le variazioni ormonali durante la gravidanza, la pubertà e la menopausa aumentano la sensibilità gengivale all’infiammazione. Anche il diabete non controllato è un fattore predisponente importante.
Come si fa la diagnosi e quando consultare il dentista
La diagnosi di gengivite avviene durante una visita odontoiatrica attraverso l’esame clinico delle gengive. Il dentista o l’igienista valutano il colore, la consistenza e la tendenza al sanguinamento del tessuto gengivale, utilizzando una sonda parodontale millimetrata per misurare la profondità del solco gengivale.
Un solco gengivale sano misura 1-3 mm e non sanguina al sondaggio. Quando la profondità supera i 3 mm e si riscontra sanguinamento, si è in presenza di gengivite. Se il sondaggio evidenzia tasche superiori a 4-5 mm con perdita di attacco e osso, la condizione è già evoluta in parodontite.
Ti consigliamo di prenotare una visita se noti sanguinamento gengivale ricorrente, gengive visibilmente arrossate o gonfie, alitosi che non migliora con l’igiene orale o se non effettui una pulizia professionale da oltre 12 mesi.
Rimedi domiciliari e corretta igiene orale
Spazzolamento corretto: utilizza uno spazzolino a setole morbide e spazzola i denti almeno due volte al giorno per 2 minuti, inclinando le setole a 45 gradi verso il margine gengivale con movimenti delicati rotatori. Lo spazzolino elettrico con testina rotante-oscillante si è dimostrato particolarmente efficace nel ridurre l’infiammazione gengivale.
Filo interdentale o scovolino: la pulizia degli spazi interdentali è essenziale per rimuovere la placca dove lo spazzolino non arriva. Utilizza il filo interdentale o lo scovolino della misura adeguata almeno una volta al giorno, preferibilmente la sera prima dello spazzolamento.
Collutorio antisettico: un collutorio a base di clorexidina allo 0,12-0,20% può essere prescritto dal dentista per periodi brevi (2-3 settimane) come coadiuvante nel trattamento della gengivite acuta. L’uso prolungato è sconsigliato per il rischio di macchie dentali e alterazione del gusto.
Trattamenti professionali e prevenzione della parodontite
Il trattamento professionale della gengivite si basa sulla rimozione meccanica di placca e tartaro. La detartrasi (scaling) sopragengivale e sottogengivale viene eseguita con strumenti ultrasonici e manuali dall’igienista dentale o dal dentista. Nei casi con tasche iniziali, può essere necessaria una levigatura radicolare (root planing) per lisciare la superficie della radice e favorire il riattacco della gengiva.
Dopo il trattamento iniziale, il mantenimento è cruciale: sedute di igiene professionale ogni 3-6 mesi, controlli parodontali periodici e una rigorosa igiene domiciliare quotidiana sono i tre pilastri per prevenire la recidiva e l’evoluzione verso la parodontite.
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Articolo a scopo informativo. Non sostituisce il consulto medico professionale.

